Elsa Schiaparelli, 1932

 

Portrait of Elsa Schiaparelli, Vogue, September 1, 1932

Photo George Hoyningen-Huene

Elsa Schiaparelli nasce a Roma nel 1890 da una famiglia di intellettuali di origine piemontese e inizia a viaggiare sin da giovanissima. Lungimirante, eccentrica e d’indole irrequieta, colta e affascinante, con velleità da scrittrice – che la famiglia stronca d’immediato dopo il pallido successo letterario di una discussa raccolta di poesie erotico-amorose –, inizia il suo percorso creativo nell’alta sartoria un po’ per caso un po’ per necessità, divenendo una delle figure più importanti della moda anni Trenta e di tutti i tempi.
Da New York, con una figlia e in seguito al fallimento del suo matrimonio, si reca a Parigi nel 1924 e, anche grazie all’incoraggiamento dello stilista francese Paul Poiret, inizia la sua folgorante carriera. Schiap, come viene chiamata affettuosamente dagli amici, dopo aver cercato invano un impiego presso atelier e boutique, decide di mettersi in proprio. La sua stravaganza e il suo anticonformismo e la straordinaria capacità di guardare sempre un po’ più avanti degli altri, le permettono di precorrere i tempi in modo brillante. Ne sono un esempio l’idea di sviluppare le collezioni intorno a un unico tema e la spettacolarizzazione delle sfilate, così come la pioneristica scelta di materiali come il tweed, il tessuto “escorce d’arbre” (goffrato scorza d’albero) o l’uso di fibre artificiali.
Ottiene immediatamente un buon successo con i famosi maglioni-tatuaggio, golf ingentiliti con grandi fiocchi trompe-l’oeil in stile optical bianco e nero, così come con i “pullover raggi X”, che disegnano la struttura dello scheletro umano come in una radiografia, o i maglioni tatuaggio. 
Apre la sua prima boutique nella capitale francese nel 1927. L’influenza dell’arte figurativa nelle sue creazioni è evidente, e le frequentazioni con i grandi artisti del cubismo e del surrealismo ne sono la conferma. 
Nel 1933, inaugura a Londra un altro atelier e, nel 1935, sposta il suo atelier parigino in place Vendôme, dove inaugura il prêt-à-porter, abiti e oggetti pronti alla vendita e all’uso con taglie standard e lavorazioni in serie. 
Lancia giovani promesse del calibro di Hubert de Givenchy, Pierre Cardin e Philippe Venet ma, nel 1954, è costretta a soccombere al mutare delle mode e alla bancarotta. 
Nello stesso anno pubblica la sua splendida autobiografia, Shocking Life (nel cui titolo echeggia anche una rivoluzionaria ideazione, la tonalità cromatica rosa shocking, per l’appunto): la vita anticonformista di un’artista della moda.
Elsa Schiaparelli muore a Parigi nel 1973

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